Lo spettacolo è composto da due distinti momenti, il cui filo conduttore è rappresentato dalla musica di Igor Stravinsky. In occasione del debutto nell’ambito di DanzalParco 14a edizione, viene eseguito, in concerto per pianoforte a quattro mani, il brano Mutable Tango, a cui segue un remake di Le Sacre du Printemps, progetto coreografico con installazioni e musica dal vivo.



Le Sacre du Printemps

Musica Igor Stravinsky
Ideazione e danza Giulia Gussago
Pianoforte a quattro mani Diego e Fabio Gordi
Scene e costumi Domenico Franchi con la collaborazione di Marina Garibaldi
Luci Stefano Mazzanti
Foto di scena Daniele Gussago
Service Mc Sound Studio
Si ringraziano per la preziosa collaborazione Gabriella Baccinelli, Cristina Baldo, Camilla Gagliardi, Silvia Lorica, Pamela Pertusini e Sabrina Schivardi



Le Sacre du Printemps è un progetto di Compagnia Lyria realizzato con il contributo del Conservatorio di Musica Luca Marenzio e Accademia di Belle Arti SantaGiulia, in collaborazione con Area Bianca Concept Factory e Piano Gordi Duo.

Questa versione del Sacre trae diretta e costante ispirazione dalla grandiosa partitura stravinskiana, rispettandone la suddivisione in due atti e la scansione dei singoli episodi.
Rinuncia invece ad ogni riferimento alla Russia pagana del libretto originale.
Restano, in controluce, alcuni temi sempre attuali: la vita come processo di incessante trasformazione, il rapporto tra individuo e collettività, il dialogo dell’uomo con il divino, il bisogno di ritualità, la trasmissione della conoscenza di generazione in generazione.
Qui la primavera è risveglio dello spirito, soffio vitale, mistero della rinascita, è lo sbocciare simultaneamente di cento erbe fiorite, campo aperto all’immaginazione.

Durante il primo atto lo sguardo si concentra sull’individuo e su un mondo interiore che, tra slanci, paure, conquiste, illuminazioni, resistenze e conflitti, cresce e si sviluppa, trovando infine una soluzione nella relazione con l’altro.
Il secondo atto si popola così di presenze, in cui la persona, erede di un’antica memoria, è immersa in un flusso incessante di esistenze, abitante di una città interiore costituita da antenati e discendenti, nodo di un’immensa rete, membro di una compagnia fatta non soltanto di persone, ma di valori, immagini, luoghi, oggetti, narrazioni.

Qui il sacrificio è consumazione, il trascorrere stesso di ogni istante, è ogni piccola morte che dà vita alla vita.
Qui l’Eletta è una donna che si offre coraggiosamente, salda sui suoi piedi, semplicemente una madre nel suo dono incondizionato; è un uomo, vento divino, bello e vigoroso nel suo esserci nel mondo.
E’ l’elezione, nel proprio esistere, di ognuno di noi, nessuna eccezione, nessuna eccezionalità, ordinario vivere.

Dedico questo lavoro ai miei genitori, con rispetto e gratitudine.
Giulia Gussago

Mutable Tango

Musica e interpretazione Diego e Fabio Gordi
liberamente ispirata a Igor Stravinsky

Mutable Tango è una libera rielaborazione sia formale che di scrittura e arrangiamento strumentale del Tango di Stravinsky per pianoforte del 1940. Il brano è più esteso rispetto alla durata originale e rende omaggio alla figura del compositore russo, da un lato, e, dall’altro, attualizza e incrocia impressioni di diversa matrice non solo argentina, ma anche del mondo balcanico, sudamericano e slavo, creando un’intensa unione tra musica popolare e musica cosiddetta d’arte.
Nel corso della storia il tango ha conosciuto questa fusione tra vari generi musicali grazie al contributo di autori di diversa estrazione artistica e culturale, splendidamente rappresentata dai concert-tango di Astor Piazzolla e del suo bandoneon. In Mutable Tango questo ruolo è affidato al pianoforte, strumento carico di poesia e lirismo, ma anche di virtuosismo e segni ritmico percussivi. Ricchezza e duttilità ben chiare nella mente di Stravinsky quando si accinse a “riassumere” la grandiosa e complessa tavolozza timbrica e ritmica dell’orchestra del Sacre negli ottantotto tasti bianchi e neri del pianoforte.