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Autore: Compagnia Lyria

Senti_menti libere

L’Associazione Libertà @ Progresso in collaborazione con Compagnia Lyria e con il sostegno di una numerosa rete di istituzioni pubbliche e private promuove il progetto Senti_menti libere. Da ottobre 2011 a gennaio 2012 il progetto prevede la realizzazione di una macroazione di sensibilizzazione sul tema dell’integrazione tra realtà carceraria e società civile utilizzando come elemento principale lo stimolo culturale. Il progetto trae spunto e origine dalla realizzazione di una prima esperienza di laboratorio creativo interdisciplinare rivolto ad un gruppo di detenute della Sezione femminile del Carcere di Verziano.

L’arte che lascia i territori istituzionali è capace di modificare la realtà e le persone che incontra. L’esperienza creativa non si limiterà ad una operazione di senso trattamentale. Le partecipanti alle diverse aree di laboratorio saranno fino in fondo protagoniste del momento creativo e della riflessione collettiva che ne scaturirà. Il percorso laboratoriale evolverà verso una dimostrazione di lavoro aperta al pubblico e si tradurrà quindi in un video documentario e in un reportage fotografico realizzato dalle stesse detenute. Gli scatti più rappresentativi confluiranno nel volume antologico che sarà redatto a conclusione di tutto il percorso del progetto.

L’iniziativa, che si presenta di carattere eccezionale, in quanto sarà la prima volta che il carcere di Verziano consentirà l’accesso al pubblico, ben si integra nelle attività che testimoniano la vocazione culturale della casa di Reclusione di Verziano che da tempo si dedica a progetti culturali e creativi rivolti al territorio.



 

Le fasi del progetto:

  • Il Laboratorio intensivo di danza contemporanea, canto, dizione e arti visive sarà articolato in 16 incontri della durata di 3 ore. Il gruppo laboratoriale sarà integrato dalla presenza di un ristretto numero di partecipanti esterni selezionati tra studenti universitari di corsi di laurea ad orientamento socio–‐ pedagogico e di giurisprudenza. Le lezioni saranno condotte da Giulia Gussago, responsabile artistica del progetto, con la collaborazione di Domenico Franchi, scenografo professionista e docente di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, Massimo Guerini, cantante professionista e insegnante di canto, e Sergio Isonni, giornalista e attore bresciano. All’interno del percorso verranno proposte esperienze che favoriscano l’incontro diretto e coinvolgente dei quattro diversi linguaggi artistici e delle loro enormi possibilità vitali, rigenerative e trasformative. In questa proposta, danza, arti visive, parola e canto convergeranno per dare vita ad un’esperienza che possa valorizzare e integrare le diverse abilità ed attitudini delle partecipanti ponendo tutti, senza esclusioni di sorta, nella condizione di poter effettuare la propria ricerca e sperimentare nuovi apprendimenti. Libertà @ Progresso – associazione culturale e di promozione sociale Sede legale: 25127 Brescia – Via Stampatori, 56 – C.F. 98093160178 Tel. 030.8081596 – Fax 02.89950487 – E.mail: associazione@libertaprogresso.it – www.libertaprogresso.it
  • Il laboratorio fotografico si articolerà in 6 incontri della durata di tre ore. Le lezioni saranno condotte dal fotografo professionista bresciano Daniele Gussago, con la finalità di realizzare un reportage di progetto. Dopo una introduzione teorica inerente la tecnica di fotografia di reportage e gli elementi di base della fotografia digitale, le partecipanti al laboratorio verranno guidate alla realizzazione di una documentazione fotografica durante la realizzazione del laboratorio interdisciplinare e in occasione della dimostrazione di lavoro finale. L’uso della tecnologia digitale oltre ad ottimizzare tempi e risorse consentirà alle allieve di rivedere gli scatti a video per correggere gli errori e migliorare tecnica e inquadrature. Una selezione dei migliori scatti realizzati correderà la pubblicazione antologica la cui realizzazione è programmata a conclusione del progetto.
  • Lo spettacolo in programma il 16 dicembre 2011 alle ore 15.00 presso la palestra della Casa di Reclusione di Verziano sarà il momento conclusivo del percorso artistico interdisciplinare e sarà aperto per la prima volta alla partecipazione a pubblico esterno. Per effettuare l’accreditamento indispensabile all’ingresso in carcere gli spettatori potranno scaricare un apposito modulo di registrazione dalla pagina Facebook di Libertà @ Progresso. Si ricorda che non è consentito l’ingresso in carcere a minori di 18 anni. L’accesso al carcere per gli spettatori è in numero limitato.
  • Il Convegno. La società tende a ridurre il carcere ad un puro fenomeno/luogo di segregazione che riguarda solo il margine delle nostre città. L’arte che entra nel carcere, ne interrompe i ritmi, le cadenze, creando lentamente, ma progressivamente, una novità, un clima più leggero e solidale. C’è un grande bisogno di cambiare il carcere e la sua visione diffusa, aiutare chi è ristretto nelle libertà nel difficile obiettivo di cambiare vita. Un baratto, uno scambio fra chi entra e chi esce: questo può offrire l’arte al carcere, un contributo a rendere dinamica una situazione tragicamente statica, chiusa; l’arte in carcere aiuta a tenere aperto uno spiraglio di orizzonte, a tenere viva la fiammella della memoria e della prospettiva di sé. Aiuta a riflettere sulla propria persona e la propria identità attraverso un linguaggio simbolico che procedendo per segni (parole, gesti, suoni, spazi, movimenti, ritmi) mette a confronto le varie esperienze di vita. In conclusione del progetto e a naturale completamento dello stesso, l’Associazione Libertà @ Progresso ha ritenuto opportuno organizzare un momento di riflessione sul valore della Cultura come strumento di integrazione in ambiti a forte rischio di esclusione sociale. Il convegno che si svolgerà nel mese di gennaio 2012 presso la sede dell’Università Statale di Brescia, sarà aperto alla città (associazionismo a scopo sociale, associazioni di volontariato sociale…), agli operatori del settore culturale e sociale, alla pubblica amministrazione e al mondo universitario.

Convegno

Quando: 26 gennaio 2012
Dove: Università degli Studi di Brescia, Facoltà di Giurisprudenza, Sala delle Candelabre, via S. Faustino 41, Brescia

Proprio nei giorni in cui il Decreto “svuota carceri” sollecita l’opinione pubblica, questo momento di confronto vuole forse coraggiosamente spostare l’attenzione e il focus della riflessione sull’importanza che le città recuperino il senso degli istituti di reclusione non come appendici scomode del tessuto urbano, ma come luoghi che necessariamente devono con continuità interagire con la collettività sviluppando una reale cultura dell’inclusione, allo scopo di creare un ponte che faciliti il reinserimento delle persone al termine della pena. In questa direzione si sono spinte negli anni recenti le numerose pratiche di interazione tra arte, esperienze performative e mondo del disagio con lo sviluppo di progetti che vedono il sempre più diretto coinvolgimento di soggetti svantaggiati. Dalla disabilità fisica o psichica, alla terza età, nell’ambito dei minori a rischio o del carcere, non vi è campo della marginalità che non abbia fatto proprio lo strumento artistico nella più ampia accezione e non necessariamente con un intento primariamente trattamentale. Se è vero che per qualsiasi soggetto svantaggiato e in particolare per coloro che vivono la condizione di ristretta libertà è significativo fare esperienze lavorative e artistiche che migliorino il personale percorso di integrazione sociale, in realtà, l’integrazione nasce solo quando la persona è accolta nel gruppo, a partire dalla sua specifica diversità e non malgrado la sua diversità, ovvero quando le originalità di ciascuno costituiscono i tasselli indispensabili per la costruzione del gruppo. L’ambito culturale e performativo nello specifico si è rivelato ad oggi un ponte che, facendo cultura, facilita interazione positiva fra tessuto sociale e individui che vivono o hanno sperimentato la reclusione, nella direzione della più profonda e vera integrazione.

Coordina i lavori: Nini Ferrari, Delegata del Sindaco di Brescia per l’Università

9,30 – Saluti:
Arnaldo Canziani – Preside della Facoltà di Giurisprudenza
Enzo Bertelli – Presidente Associazione Libertà @ Progresso
Adriano Paroli – Sindaco del Comune di Brescia
Aristide Peli – Assessore della Provincia di Brescia

10,00 – Interventi di:
Monica Lazzaroni – Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia
Vanni Barzellotti – Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocatidi Brescia

10,40 – Estratto dello spettacolo del 16 dicembre 2011 svolto nel carcere di Verziano
Rappresentazione di: Adriana, Anita, Daria, Flora, Florica, Luana, Mara, Rita, ospiti della sezione femminile del carcere di Verziano e delle allieve esterne Fulvia e Marina.

11,00 – Testimonianze dei docenti di laboratorio
Domenico Franchi – Scenografo
Massimo Guerini – Cantante e insegnante di canto
Sergio Isonni – Giornalista e attore
Daniele Gussago – Fotografo

11,30 – Tavola rotonda
Massimo Lanzini, moderatore – Giornalista del Giornale di Brescia
Margherita Peroni Presidente della Commissione III Sanità e Assistenza di Regione Lombardia
Giorgio Maione Assessore ai Servizi sociali e integrazione del Comune di Brescia
Francesca Paola Lucrezi Direttore della Casa Circondariale di Verziano (Bs)
Emilio Quaranta Garante dei diritti delle persone private della libertà personale
Angelo Piovanelli

Direzione generale del progetto “Senti_menti libere”: Angelo  Piovanelli
Direzione artistica del progetto “Senti_menti libere”: Giulia Gussago

Poesie senza parole

Lo spettacolo si ispira agli scritti di alcuni poeti italiani del ‘900 e più precisamente all’opera di Primo Levi, Guido Ballo, Aldo Borlenghi, Cesare Viviani e Roberto Rebora.
Poesie senza parole si compone di cinque diversi momenti, totalmente indipendenti tra loro, ognuno dei quali sviluppa le atmosfere di una poesia.
La creazione dei singoli quadri trae spunto di volta in volta dal tema del componimento e dalla metrica poetica. Grazie al costante dialogo tra gli artisti impegnati nel lavoro la coreografia si arrichisce dell’importante contributo di installazioni, interventi pittorici e oggetti luminosi, che diventano così parte integrante dello spettacolo. La musica originale si avvale dell’uso di strumenti tradizionali ed etnici, con particolare attenzione ad una ricerca timbrica che si ispira direttamente al testo poetico e al movimento, così come alla forma e al colore.
L’incontro della danza con altre forme espressive rappresenta dunque un aspetto fondamentale di questo lavoro, naturale continuazione del percorso di ricerca svolto da Compagnia Lyria negli ultimi anni.



Ideazione e coreografia Giulia Gussago
Danzano Giulia Gussago, Simona Meroli e Roberto Odolini
Installazioni Domenico Franchi
Intervento pittorico Danilo Manenti
Installazioni luminose e luci Stefano Mazzanti
Musiche originali Mauro Montalbetti
Eseguite da Laboratorio Novamusica: Cecilia Vendrasco, flauto in do, flauto in sol, shakuhachi, Mirko Busatto, chitarra 12 corde, chitarra portoghese, chitarra elettrica, Giovanni Mancuso, tromba, percussioni, strumenti etnici ed accessori, Mauro Montalbetti, percussioni, strumenti etnici ed accessori

E si moltiplicavano i fiori,
gli amici mi suggerivano
di stare ancora a vedere.

Cesare Viviani

All’alba

In alcune occasioni il quando è importante, in questa è fondamentale. Sotto un cielo stellato gli spettatori, come fantasmi, emergono dal buio e accompagnano i performer, e da loro si lasciano guidare, per i prati circostanti l’Altopiano di Caregno a Gardone Val Trompia.
La composizione istantanea si nutre dell’odore dell’erba, dei primi suoni della natura che si sveglia e dell’impercettibile trasformazione dei colori del cielo. Affascinante passaggio dall’oscurità alla luce. Contemplazione dell’atto creativo. Poesia.

Ideazione Giulia Gussago
Danzano Antonio Caporilli e Giulia Gussago
Musica dal vivo Davide Bonetti, fisarmonica

Fascino del crepuscolo, magia del risveglio.
Stelle, erba, alberi e sassi sono ora del mio corpo il manto.
Corpo senza confini, come il vasto cielo vuoto.

Giulia Gussago



All’alba non è soltanto la proposta di uno spettacolo, bensì una proposta di più ampio respiro che intende creare l’occasione di avventurarsi in un percorso di avvicinamento all’arte, alla natura e ai sapori locali.
Dopo lo spettacolo, presentato nell’ambito di DanzalParco 10ª edizione, colazione offerta con prodotti locali. A seguire visita al Santuario San Bartolomeo, al Percorso Botanico d’Alta Quota, all’agriturismo Pesei e gita guidata al Monte Guglielmo. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Associazione Amici di Caregno, Cooperativa Il Graffio, Ecomuseo di Valle Trompia, Agriturismo Pesei e Comitato Sagra di San Martino.

Incontro

Duo per una danzatrice e una giovane atleta affetta da spina bifida. Questa coreografia si inserisce in un più ampio progetto di ricerca a cui partecipano persone con diverse abilità, fisiche e mentali, e rappresenta la naturale evoluzione di un percorso artistico iniziato nel 2005 da Compagnia Lyria, che ha dato vita al Progetto DanzAbile.
Qui la sedia a rotelle, comunemente associata a un’idea di limite e impossibilità di azione, diventa oggetto di scena, strumento funzionale alla comunicazione e luogo effettivo di incontro.

Coreografia Giulia Gussago
Musica Johann Sebastian Bach, Johann Pachelbel
Danzano Claudia Bicelli e Sonia Ognissanti
Foto di scena Daniele Gussago



Riuscire a guardare un oggetto per quello che è, non solo per ciò che nella norma rappresenta, provare ad andare oltre la consuetudine, sperimentare al di là di ciò che si crede possibile, è il punto di partenza dell’autentica ricerca artistica. L’arte si muove anche in carrozzina, se lo desidera. Se glielo si consente. E una sedia a rotelle può senz’altro parlare d’arte. La poesia del corpo chiede di andare oltre le barriere per farsi finalmente guardare, riconoscere nella sua essenza. Incontro nasce da un concetto di danza che costruisce percorsi di creazione nel delicato equilibrio fra essenza del gesto e accuratezza tecnica. Lo studio, un ritorno alle origini delle leggi del movimento, è qui giocato nella relazione e nel dialogo autentici con la persona, entro il rispetto di potenzialità e limiti che diventano risorse, donando voce a una storia profondamente danzata, ad una danza che è storia di vita possibile.

Eleonora Brambilla

 

Il canto del ritorno

Esito finale dei laboratori creativi annuali svolti nell’ambito del Progetto Verziano 3ª edizione presso la Casa di Reclusione Verziano Brescia e SpazioLyria  e rivolti ad allievi detenuti nelle sezioni maschile e femminile del carcere e da allievi esterni.

In programma due rappresentazioni, la prima martedì 3 giugno 2014 alle ore 18.00 offerta alla popolazione carceraria, mentre mercoledì 4 giugno alle ore 21 la Casa di Reclusione di Verziano apre le porte alla cittadinanza, che per l’occasione vi può accedere attraverso una semplice procedura di accreditamento obbligatorio.

Il canto del ritorno trae ispirazione dal meraviglioso mito della Fenice e rappresenta la possibilità di rinascere, a sé stessi e al mondo, nel ciclo della vita.
La Fenice, una creatura che coraggiosamente si lascia bruciare, si libera da ciò che non serve più, si ricrea dalla sua stessa cenere e dispiega nuovamente le splendide ali per tornare a librarsi alta nel cielo.
Rinasce non solo nel corpo, ma anche nell’anima, nelle esperienze e nella consapevolezza di ciò che ha vissuto, con lo sguardo aperto al cambiamento, alla nuova occasione che si presenta, ad un futuro che inizia proprio dalla completa consumazione di quel che è stato.
Così noi, uno per uno, ognuno con il proprio viaggio irripetibile, con un proprio suono inimitabile, incrociamo altre rotte e confondiamo le nostre voci in un canto che echeggia durante il volo e annuncia il ritorno, in cielo e sulla terra.

A volte abbiamo ali meravigliose con cui possiamo volare in alto
o almeno avere la speranza e la sensazione di farlo
per un giorno, delle ore, o anche solo un minuto.
Angela

Ideazione e regia Giulia Gussago
Performer Alessandra Bazzoli, Federica Bellini, Maria Brocco, Francesco Cancarini, Raffaella Demasi, Cassia Dos Santos, Valeria Fredi, Silvia Galanti, Elena Lodigiani, Viviana Mugnano, Paola Pasolini, Susi Ricchini, Mira Romano, Antonietta Verbena, Arturo Zucchi, insieme agli ospiti della Casa di Reclusione di Verziano Alessandra, Amrinder, Kuljit, Liliana e Shkeltzen.
Hanno inoltre partecipato al laboratorio Andreea, Angela, Annamaria, Anita, Anna, Angelica, Brian, David, Gianpaolo, Giorgia, Lory, Omar, Omar, Redouane, Sean, Valtin e Vincenzo
Musiche originali Alessandro Siani
Trucco e acconciature a cura di CFP Zanardelli
Foto di scena Daniele Gussago
Realizzazione video Brixia Service
Service audio luci Mc Sound Studio
Comunicazione Valeria Fredi
Grafica Francesca Nulli
Si ringraziano per la preziosa collaborazione Cristina Baglioni e Antonio Risi


Dedicato a Wassily Kandinsky

Il progetto Dedicato a…, di cui questo spettacolo costituisce la prima edizione, prevede percorsi di studio e ricerca a cadenza annuale dedicati a figure di rilievo della storia dell’arte. La scelta di porre al centro della ricerca il pensiero e l’opera di tali personalità nasce dal bisogno di promuovere, soprattutto presso le giovani generazioni di studenti delle varie discipline artistiche, l’approfondimento della storia dell’arte e della conoscenza dei grandi uomini che ne hanno segnato le trasformazioni. Dedicato a Wassily Kandinsky rappresenta l’esito del ciclo di incontri rivolto a giovani studenti e professionisti bresciani promosso dalla Compagnia Lyria per l’anno accademico 2007-2008. Attorno all’opera di Kandinsky è stato creato un evento performativo multimediale, che va dalla danza al teatro, dalla musica alle arti visive, nato nell’intento di indagare e approfondire alcuni aspetti della relazione fra arte e spiritualità, tema centrale nel pensiero di questo autore. Come si legge nella presentazione del testo Lo spirituale nell’arte infatti “l’arte spirituale che sta per manifestarsi è il segno di un’età nuova: l’età dello spirito. Il soggetto del libro non è l’arte, è la spiritualità. E se la situazione della pittura è analizzata con particolare attenzione, i continui riferimenti alla poesia, alla musica, al teatro, alla danza, l’aspirazione ad un’arte monumentale che sia una sintesi delle singole espressioni, dimostrano che Kandinsky si interessa alla pittura solo perché è un aspetto dell’arte. E si interessa all’arte solo perché è un aspetto dello spirito”.



Nella nostra anima
c’è una incrinatura che, se sfiorata,
risuona come un vaso prezioso
riemerso dalle profondità della terra.

Wassily Kandinsky

Dedicato a Wassily Kandinsky è il risultato di un processo creativo che ha visto impegnato l’intero gruppo di studio nelle fasi di ideazione, progettazione e messa in opera attraverso sperimentazioni volte a sviluppare questa tematica. La ricerca è stata attivata a partire da improvvisazioni ispirate all’opera pittorica Giallo, rosso e azzurro (1925) e alla lettura del già citato testo di Kandinsky, scelto in quanto “si propone soprattutto di risvegliare la capacità di cogliere nelle cose materiali e nelle cose astratte l’elemento spirituale, che rende possibili infinite esperienze”. L’attenzione si è focalizzata su diversi aspetti in relazione agli ambiti di questa ricerca: improvvisazione e coreografia, utilizzo di linguaggi teatrali, elaborazione di elementi scenografici, scelta dei costumi. Un’intera sezione del lavoro ha previsto l’individuazione, la selezione e la costruzione del materiale video proiettato nel corso dello spettacolo.

Ideazione e progetto Giulia Gussago
Creato e interpretato da Cristiana Azzani, Claudia Bicelli, Eleonora Brambilla, Ferdinando Eredità, Carmen De Sandi, Desireè Goini, Enrica Magnolini, Francesco Ogliari, Ruggero Zorzi
Musica a cura di Corrado Guarino, docente del corso di jazz del Conservatorio di Musica “Luca Marenzio” di Brescia
Esecuzione dal vivo Paolo Bacchetta, chitarra, Beppe Gioacchini, percussioni, Corrado Guarino, tastiera, Marco Murgioni, tromba
Elaborazione grafica Daniele Gussago
Immagini e montaggio video Valentina Costa, Matteo Colli, Enrica Magnolini
Proiezione video McSound Studio

Lo spettacolo Dedicato a Wassily Kandinsky, debutta nell’ambito dell’ottava edizione di DanzalParco.

 

Dedicato a Charles Mingus

A trent’anni dalla morte Charles Mingus si impone come una figura chiave della musica del Novecento. Maestro nella sintesi tra composizione e improvvisazione Mingus ha elaborato numerose tecniche innovative per integrare pianificazione e spontaneità, forme complesse e libertà solistica. Lo spettacolo rende omaggio a questo grande musicista non soltanto riproponendo alcune sue splendide composizioni, ma applicandone la lezione creativa nella ricerca, non facile ma sempre appassionante, dell’equilibrio tra diverse modalità espressive, quali elaborazione scritta e improvvisazione, individuo e collettivo, nella relazione tra danza e musica.

Dedicato a Charles Mingus nasce nell’ambito delle attività di formazione e produzione di DanzalParco ed in particolare di BresciaCoreografiaContemporanea, nuovo progetto 2009 di Compagnia Lyria volto ad arricchire il patrimonio culturale di giovani artisti, dando loro la possibilità di partecipare a una creazione insieme a riconosciuti professionisti.
Quattro danzatori selezionati sul territorio lombardo sono affiancati da Giulia Gussago e Cristina Salmistraro, che da anni svolgono attività coreografica e performativa in Italia e all’estero.
L’organico dell’Ensemble jazz è costituito da un gruppo di sei allievi del Conservatorio di Musica Luca Marenzio di Brescia, partner del progetto, accanto a due solisti prestigiosi, Guido Bombardieri, che ha collaborato con jazzmen di chiara fama quali Gianluigi Trovesi e Paolo Fresu, e Emanuele Maniscalco, parte del progetto Enrico Rava New Generation. Gli arrangiamenti e la direzione sono di Corrado Guarino, di cui ricordiamo le collaborazioni con l’Orchestra Nazionale Jazz e la WDR Big Band di Colonia.
La realizzazione dei costumi è infine affidata agli studenti della Scuola di Scenografia dell’Accademia Santa Giulia con la direzione dello scenografo e costumista Domenico Franchi, professionista di pluriennale esperienza che ha collaborato con importanti teatri europei quali Teatro Real di Madrid e Theatre du Chatelet di Parigi.



Ideazione e coreografia Giulia Gussago
Danzano Claudia Bicelli, Carmen De Sandi, Giulia Gussago, Scarlett Mattka, Roberto Odolini e Cristina Salmistraro
Musiche di Charles Mingus e Corrado Guarino
Eseguite dall’Ensemble jazz del Conservatorio diretto da Corrado Guarino: Guido Bombardieri, sax alto e clarinetto basso, Gabriele Rubino, sax alto e clarinetto, Tullio Pernis, sax tenore, Marco Murgioni, tromba e flicorno, Paolo Malacarne, tromba, Lorenzo Lorenzoni, trombone, Paolo Bacchetta, chitarra, Corrado Guarino, pianoforte, Nicolò Faraci, contrabbasso, Emanuele Maniscalco, batteria
Disegno luci Stefano Mazzanti
Costumi a cura di Domenico Franchi e della Scuola di Scenografia dell’Accademia Santa Giulia di Brescia
Video Brixia Service

 

Mi ha sempre affascinato la vitalità che si sprigiona nelle fasi di improvvisazione della musica jazz e nella mia attività di danzatrice ho cercato in varie occasioni di tradurre in movimento quello stesso senso di dinamica e di libertà. Nell’improvvisazione emerge infatti una speciale qualità della danza, una particolare musicalità del gesto, un diverso modo di “pensare del corpo in movimento”. Lo studio dell’opera di Mingus ha rappresentato una fortunata occasione di confronto e di stimolo nella sperimentazione del rapporto tra improvvisazione e composizione e ha favorito il superamento della necessità di una scelta a priori tra queste due modalità espressive. E’ stato invece un invito ad accogliere, come suggerisce Stefano Zenni, “l’enorme contributo che può portare un solista lasciato libero di esprimersi, la varietà formale che nasce dal gioco tra collettivo e individui” e ad approfondire la meditazione sulla precisione, l’equilibrio, il rigore della forma coreografica.

Giulia Gussago

Sguardi, ieri e oggi

Spettacolo ideato da Giulia Gussago in occasione del decennale della manifestazione DanzalParco. All’insegna della multimedialità dei linguaggi vede la partecipazione di artisti professionisti che hanno collaborato con l’associazione durante questo decennio.
Nell’arco della serata vengono proiettate in scena fotografie di Daniele Gussago, che ha seguito per dieci anni DanzalParco e ha catturato i momenti salienti dei numerosi artisti che si sono esibiti nel corso delle varie edizioni. Vengono inoltre proposte immagini video elaborate dall’artista visivo Domenico Franchi in collaborazione con l’Accademia Santa Giulia di Brescia. Danzano Giulia Gussago, direttore artistico di Compagnia Lyria, e Laura Scudella, danzatrice nelle creazioni di Carolyn Carlson per la 48° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, mentre la musica dal vivo è affidata al chitarrista Federico Casagrande, vincitore nel 2007 del primo premio al prestigioso Gibson Montreux Jazz Festival Guitar Competition. Il disegno luci è a cura del lighting designer e artista visivo bresciano Stefano Mazzanti, che ha collaborato con alcuni importanti registi italiani quali Nanni Garella, Cesare Lievi, Peter Exacoustos, Gianfranco Varetto, Gigi Dall’Aglio e Francois Kahn.



 

Ideazione Giulia Gussago
Danzano Giulia Gussago e Laura Scudella
Musica dal vivo Federico Casagrande, chitarra
Fotografie Daniele Gussago
Video Domenico Franchi
Disegno luci Stefano Mazzanti

DanzalParco, un decennio, un viaggio. In scena i protagonisti di alcune tappe di questo lungo percorso, testimoni delle mille strade intraprese e rappresentanti dei mille sguardi che hanno affollato le sere d’estate. Ora movimenti, immagini, suoni e colori raccolti in dieci anni di creazione e ospitalità si confondono e si propongono come spunti per nuove narrazioni. Tre sere, tre diverse versioni, tre occasioni per reinventare quel passato. Lo scorrere del tempo, l’ordine degli avvenimenti, la nostra breve storia non esistono più, annullati, e ogni gesto, ogni sguardo, ogni suono diviene simultaneamente presente e vivo.

Giulia Gussago

Fiabe

Liberamente ispirato alla raccolta di fiabe italiane curata da Italo Calvino lo spettacolo intreccia i linguaggi di danza e musica contemporanea, di carattere essenzialmente astratto, con la fiaba della tradizione italiana, per sua natura narrativa e descrittiva.
Si dispiega un mondo in bilico tra reale e irreale, nella cui narrazione la vita quotidiana si alimenta di amori fatati e misteriose magie, trasformazioni mostruose e sparizioni istantanee. Nella loro sempre ripetuta e varia casistica di vicende umane le fiabe svelano la sostanza unitaria del tutto, piante animali oggetti uomini donne, e al contempo l’infinita possibilità di metamorfosi di ciò che esiste.



Prima edizione anno 2004
Ideazione e danza Giulia Gussago
Attrice Giusi Turra
Sonorizzazione Mauro Montalbetti
Eseguita dal vivo da Rossano Pinelli, tastiera elettronica
Oggetti di scena Domenico Franchi

Seconda edizione anno 2010
Ideazione e danza Giulia Gussago
Attrice Daniela Visani
Musica dal vivo Fulvio Sigurtà, tromba e live electronic
Oggetti di scena Domenico Franchi

Ora, il viaggio tra le fiabe è finito, il libro è fatto, scrivo questa prefazione e ne son fuori: riuscirò a rimettere i piedi sulla terra? Per due anni ho vissuto in mezzo a boschi e palazzi incantati, col problema di come meglio vedere in viso la bella sconosciuta che si corica ogni notte al fianco del cavaliere, o con l’incertezza se usare il mantello che rende invisibile o la zampina di formica, la penna d’aquila e l’unghia di leone che servono a trasformarsi in animale. E per questi due anni a poco a poco il mondo intorno a me veniva atteggiandosi a quel clima, a quella logica, ogni fatto si prestava a essere interpretato e risolto in termini di metamorfosi e incantesimo. (…)
Ora che il libro è finito, posso dire che questa non è stata un’allucinazione, una sorta di malattia professionale. E’ stata piuttosto una conferma di qualcosa che già sapevo in partenza, quell’unica convinzione mia che mi spingeva al viaggio tra le fiabe; ed è che io credo questo: le fiabe sono vere.

Italo Calvino
dall’Introduzione alle Fiabe Italiane Ed. Mondadori